giovedì 16 novembre 2017

Marilyn Manson impugna un fucile giocattolo ed a Sutherland Springs muoiono 26 persone.


Mi etichettano come un mostro perché la mia musica li spinge ad uccidere. Forse, ma io non ho mai venduto un fucile semiautomatico ad un ragazzo di 17 anni.
Marilyn Manson, intervista da Bowling a Columbine di Michael Moore


Credo sia a conoscenza di tutti la strage di domenica mattina del 5 novembre scorso nella chiesa battista di Sutherland Springs, una piccola comunità del Texas, dove sono morte 26 persone tra cui 12 bambini. A fare fuoco durante la funzione religiosa Devin Patrick Kelley, morto anche lui dopo il massacro. Kelley, ex militare di soli 26 anni, intorno alle 11 è entrato in chiesa con un fucile semiautomatico, una replica del modello militare dell’AR-15 per il mercato civile, ed ha aperto il fuoco…

Quello che forse non tutti sanno è che a poche ore dal massacro Marilyn Manson ha puntato un fucile giocattolo verso il pubblico, lo ha fatto durante il suo concerto all'Ozzfest Meets Knotfest a San Bernardino, in California, una città che fu teatro a sua volta il 2 dicembre del 2015 di una tragica sparatoria all’interno di un centro per disabili.


Marilyn Manson all'Ozzfest Meets Knotfest punta il fucile verso il pubblico


«Non volevo mancare di rispetto a nessuno, la mia arte è sempre stata una reazione. Volevo far riflettere tutti su quello che succede nel mondo», queste le parole del Reverendo Manson per “giustificare” il suo gesto, ritenuto irrispettoso per la strage di poche ore prima a Sutherland Springs.

«In un’era dove le stragi sono diventate quasi quotidiane, quello che ho fatto è stato un colpo di teatro», ha spiegato poi Manson, «volevo far riflettere tutti su quanto sia facile recuperare un’arma da fuoco automatica e su come questa violenza sia ormai normalizzata». (Continua su Rolling Stone qui)

Il gesto pare abbia suscitato non poco sconcerto e critiche da parte dell’opinione pubblica, tanto da richiedere le scuse con tanto di spiegazione da parte del “cattivo” Reverendo Manson sulla sua, come potremmo definirla?, inaudita performance.

Anch’io sono disgustata.

Sono disgustata per alcune dichiarazioni, riporto quanto letto:

Il presidente Donald Trump. "Le armi non sono un problema, gesto di uno squilibrato" (Tgcom24)

Il presidente Donald Trump. "Era uno squilibrato. Per fortuna c'era qualcun altro pronto a sparare". (da Repubblica.it)

Il procuratore generale del Texas, Ken Paxton. "La strage di fedeli in chiesa - ha detto - dimostra che c'è bisogno di più parrocchiani armati che possano rispondere a tono a minacce simili". (da Repubblica.it)





Bene, anzi no male, malissimo, a questo punto, per chi non l’avesse ancora visto vi consiglio di mettervi comodi a guardare Bowling a Columbine (Bowling for Columbine) il film documentario del 2002 diretto da Michael Moore, vincitore del premio Oscar 2003 come miglior documentario. Giusto per avere un’idea dell'uso delle armi in America, il titolo è un rimando alle stragi nelle scuole americane, in particolare al massacro avvenuto nel 1999  al liceo Columbine High School, nel Colorado, dove due studenti armati di fucile uccisero 12 dei loro compagni e un insegnante per poi togliersi la vita. 



Michael Moore mostra il fucile ottenuto gratuitamente dalla banca
dopo aver aperto un conto
- da Bowling for Columbine


Michael Moore ci racconta, con malcelata ironia, di un paese dove “il numero di pistole supera il numero di televisioni in possesso e il numero di elettori.”, dove alcune banche, a chi apre un nuovo conto, regalano un fucile, aprite bene gli occhi, non sto dicendo una bicicletta, una sveglia, una centrifuga, proprio un bel fiammante fucile.

Ma torniamo al mio disgusto.

Ad agosto la catena americana di supermercati Walmart ha affisso, all’interno dei suoi punti vendita, sopra un espositore di armi un cartello pubblicitario con su scritto: 
“Fai tuo l’anno scolastico come un eroe”.
Insomma tra gli oggetti consigliati per il rientro a scuola, in mezzo ad uno zaino e un diario,  perché no, anche un bella carabina (giusto per i più piccoli). E si, armi più “leggere”, anche perché la Walmart appunto nel 2015 con una dichiarazione ufficiale comunicò che avrebbe cessato la vendita al pubblico dei fucili d’assalto, uno di questi proprio l’AR-15 impugnato da Devin Patrick Kelley il 5 di novembre (Chissà se l'avrà comprato in saldo prima del 2015).



L'espositore di armi della Walmart
con il cartello “Fai tuo l’anno scolastico come un eroe”


Detto questo, veniamo al nostro amato-odiato Marilyn Manson, il Reverendo, vorrei che mi contestaste il mio disgusto per le critiche dell’“opinione pubblica” al fucilino giocattolo puntato sugli spettatori da Manson durante l’esecuzione di We Know Where You Fucking Live.

Ora, o sono folle io o l’opinione pubblica si è rincretinita del tutto, capisco che siamo storditi dalla Tv, dai social, che Marilyn Manson sia considerato un artista shock, controverso, trasgressivo, ma per me resta soprattutto un provocatore e per “provocatorio” intendo ciò che ci aiuta a prendere consapevolezza di noi stessi e dell’ambiente che ci circonda. Così le due maschere di Brian Hugh Warner, il nome all'anagrafe di Marilyn Manson, da un lato l’icona Marilyn Monroe e dall’altro il simbolo del male Charles Manson.


Trascurando le accuse da parte delle associazioni più puritane degli Stati Uniti d'America, che hanno sempre puntato il dito contro gli artisti più “scomodi”, pensiamo al grande Alice Cooper che può essere considerato l’immagine e il padre del c.d. shock rock, o a quel geniaccio di Frank Zappa, qui mi pare che siamo arrivati all’ottusità. Forse qualcuno ricorda The Way I Am di Eminem, soprattutto la strofa:

Con le stronzate che tirano fuori
perché sono pieni di merda 
Quando un tizio viene preso in giro 
e spara nella sua scuola 
E loro danno la colpa a Marilyn.


Il riferimento è appunto a Marilyn Manson, accusato all’epoca di aver ispirato il massacro al liceo Columbine.

Perché la colpa bisogna darla a “qualcuno”, non alla lobby delle armi, non ad una società del conflitto, non ad un sistema che crea disadattati ed emarginati, non ai modelli basati su forza e bellezza effimera, non alla baraonda del capitalismo, non alla solitudine. Bensì all'“irregolare”, che diventa il “sobillatore”, appunto perché marcio, immorale e bla bla bla…




Il fucile giocattolo di Marilyn Manson colpisce ancora, ma lui è bravo a spettacolarizzare l’ipocrisia, a vestire la morbosità del nostro lato oscuro, fino a ridicolizzare i simboli del falso perbenismo imperante.

Basta un certo gusto per lo scandalo e il macabro, una convincente maschera di make-up e il gioco è fatto, fingiamo di non capire, anestetizzati oramai come siamo dai luoghi più che comuni, dal becero qualunquismo, e gridiamo noi allo scandalo senza capire che lo scandalo e il macabro sono fuori dai teatri, camminano indisturbati per le strade e l'artista ha solo la colpa di averlo drammatizzato (rappresentato sulla scena) ed amplificato.

Faccio mia una definizione del musicologo Heinrich Besseler su uno degli aspetti comunicativi della musica:
Nella società di massa, associata alla ripetizione, la musica fa tacere.

Che sarebbe la cosa migliore, tacere intendo, invece di parlare a sproposito. Perché come osserva il professore Jeff Titon - "la musica, come tutti gli altri aspetti della cultura, è costruita in modo umano"… una costruzione in cui si riflette la cultura umana che l’ha prodotta… dal momento che a dare forma alla musica è l’ambiente socio-culturale in cui essa nasce e si sviluppa… la comprensione di qualunque forma musicale è legata a quella della società nella quale essa si esprime... (da Musica è comunicazione: l'esperienza della musica e della comunicazione, di Giovannella Greco e Rosario Ponziano)

Per cui spero sempre che la musica più che "ripetizione" e far tacere mi faccia indignare, nella direzione giusta però, prendendo di mira il giusto obiettivo e non l'attore che osa mettere in scena la tragedia. Il pregiudizio spesso oscura la vista.
La musica può sicuramente aiutare un risveglio delle coscienze...
Uto Ughi

"In un bel posto come questo, Che ci fanno queste persone come noi?" urla (l'attore) Marilyn Manson in We Know Where You Fucking Live, la visione di un mondo corrotto che non esiterebbe ad uccidere e distruggere...

Se siete facilmente impressionabili non guardate il video, guardate fuori che è peggio, il video è solo finzione!


Grazie per il video a MarilynMansonVEVO 


In mezzo a tanta decadenza e superficialità non mi resta che "l'arte della fuga", per oggi quella di Bach.




Abbiate cura di voi!



  • In apertura e chiusura post l'artista Marilyn Manson. Le immagini in questo post sono presenti solo a scopo illustrativo. Copyright dei rispettivi aventi diritto che ringrazio




domenica 12 novembre 2017

Pier Paolo Pasolini... il Poeta della domenica


Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.
Pier Paolo Pasolini 


Ballata delle madri

Mi domando che madri avete avuto.
Se ora vi vedessero al lavoro
in un mondo a loro sconosciuto,
presi in un giro mai compiuto
d'esperienze così diverse dalle loro,
che sguardo avrebbero negli occhi?

mercoledì 8 novembre 2017

Concetta Scaravaglione, dalla Calabria al MoMA.



Ed io salpai: l’anima raccolta fra le mani, ed un sacchetto di semi [da germogliare nella terra che amorevolmente avrei vangato al di là del nostro mare. (Mi dissero vai!)
di Grazia Maria Pellecchia, dall’antologia “Sotto il cielo di Lampedusa”.

“Nemo propheta in patria”, la frase l’avrete sentita dire chissà quante volte,  “nessuno è profeta nella sua patria”.  Le parole latine sono un adattamento dei vangeli, di solito è usata per “significare che difficilmente si possono vedere riconosciuti i proprî meriti, o comunque i meriti di una persona, nel proprio paese”.

Credo che non ci sia espressione più azzeccata per presentare Concetta Scaravaglione, “metterei la mano sul fuoco” che pochi la conoscono,

domenica 5 novembre 2017

Else Lasker-Schüler... il Poeta della domenica.


Anche negli esseri umani sono rimaste alcune piccole stelle cadenti, sebbene la maggior parte di essi se le sia lasciate sfuggire. Ma in me si trova ancora l'intero universo − e io posso lottare anche contro un altro mondo.
Else Lasker-Schüler, da Lettera a Karl Kraus del 5 luglio 1912


Fuga dal mondo

Io nell’immenso voglio
tornare a me,
già mi fiorisce il colchico autunnale dell’anima,
forse è già troppo tardi per tornare.

martedì 31 ottobre 2017

(Halloween) Ognissanti, manicotti e guanti... E tante parole.


Una cosa è certa: con l’inizio di novembre comincia l'inverno. Approfittate di Halloween e Ognissanti per tirare fuori guanti, cappelli e sciarpe. Per tutto il resto, beh per tutto il resto c'è mastercard! Ma no, mi sono incartata con la pubblicità, che poi se ci pensate anche la pubblicità è come le credenze o le superstizioni, può essere comodo crederci, e c'è chi è bravo a fartelo credere, o puoi anche smettere di crederci, ma questo è più complicato.  

domenica 29 ottobre 2017

Rabindranāth Tagore... Il Poeta della domenica.


Nell’uomo avviene una doppia nascita: una prima volta nel grembo materno e una seconda volta nella libertà: l’uomo nasce una volta per sé e una volta insieme con gli altri.
Rabindranāth Tagore


Non sei capace d’essere felice
con la felicità di questo ritmo?
di lanciarti e perderti e spezzarti
nel vortice di questa terribile gioia?

venerdì 27 ottobre 2017

Ti piace Eminem? Allora sei uno psicopatico.



La musica, bella o brutta, seria o ignorante, santa o puttana, è lunga. E non ti abbandona. È il rumore dell'anima. E ti si attacca alla pelle e al cuore per non lasciarti più.
Mina

Che la musica possa avere degli effetti sorprendenti su di noi è risaputo. A parte

domenica 22 ottobre 2017

Charles Bukowski... Il Poeta della domenica.



«Tutti dobbiamo morire, tutti quanti, che circo! Non fosse che per questo dovremmo amarci tutti quanti e invece no, siamo schiacciati dalle banalità, siamo divorati dal nulla.»
Charles Bukowski, Il capitano è fuori a pranzo


La donna che vomita

Avevamo sui 14 anni, io,
Baldy e Norman.
eravamo seduti nel parco del
quartiere verso alle dieci di sera
a bere birra rubata.

venerdì 20 ottobre 2017

Ignobel, non è un premio agli ignobili. Si tratta di scienza.




Di fatti (e persone) spregevoli, indegni e vergognosi si perde oramai il conto, mi sveglio e mi addormento tutti i giorni mentre mi rimbombano in testa. Li leggo, li ascolto e li vivo anche, per cui verrebbe spontaneo pensare in questo assurdo bailamme di scelleratezze venga istituito un premio al più ignobile, giusto per mantenere alti gli standard di nefandezze che circolano liberamente.
Commetti qualcosa di davvero infame: “Bravo! Ti meriti un premio…”

Rilassiamoci, per fortuna ancora non siamo arrivati a tanto, ancora, e per fortuna Ignobel non è un premio agli ignobili, anzi si tratta di scienza.

Il premio Ig Nobel, conosciuto in Italia anche come premio Ignobel, viene assegnato annualmente a dieci ricercatori, gli IgNobel Prize premiano infatti la scienza, come si legge sul sito ufficiale I premi Ig Nobel riconoscono i successi che prima fanno ridere la gente e poi la fanno pensare. I premi sono destinati a celebrare l'inusuale, onorare l'immaginazione e stimolare l'interesse della gente per la scienza, la medicina e la tecnologia.” Qui




Poco diffuso a livello mediatico l’Ig Nobel, presentato al pubblico nel corso di una cerimonia di gala che si tiene nel Sanders Theatre dell'Università di Harvard, premia la scienza più assurda, argomenti che sicuramente possono far ridere, ma frutto di ricerche impegnative, anche qui non fermatevi assolutamente all’apparenza. L’idea che la scienza sia noiosa è un luogo comune e l’Ignobel ne è la prova.
Se la scienza fa ridere non è che sia poco seria.
A riprova della serietà dei contenuti e dell’importanza delle ricerche la presenza sul palco di premi Nobel e la partecipazione dei premiati alle Ig Informal Lectures al MIT (Massachusetts Institute of Technology).


Ig Nobel 2009, il reggiseno che si trasforma in due maschere antigas


domenica 15 ottobre 2017

Saffo... Il Poeta della domenica




«Alcuni dicono che le Muse siano nove; che distratti! Guarda qua: c'è anche Saffo di Lesbo, la decima.»
Epigramma XVI, attribuito a Platone


All’amata

Quei parmi in cielo tra gli Dei, se accanto
Ti siedi e vede il tuo bel viso, e sente
I dolci detti e l’amoroso canto!
A me repente,
Con più tumulto il core entra nel petto;
More la voce, mentre ch’o ti miro,
Sulla mia lingua; nelle fauci stretto
Geme il sospiro.
Serpe la fiamma entro il mio sangue, ed ardo:
Un indistinto tintinnìo m’ingombra
Gli orecchi, e sogno; mi si inalza al guardo
Torbida l’ombra.
E tutta molle d’un sudor di gelo,
E smorta in viso come erba che langue,
Tremo e fremo di brividi ed anelo
Tacita, esangue.

Traduzione di Ugo Foscolo

mercoledì 11 ottobre 2017

Ecce bimbo: Nicola Pezzoli “Il bambino che sbagliava le parolacce”.



43 strepitosi racconti del più sottovalutato scrittore italiano. 

«Era una macchinetta per vendere, il mio capo area. Era al mondo solo per rifilare roba agli altri. Il mio capo area era uno di quelli che, se vanno al mare, dopo due giorni si rompono di essere al mare e tentano di vendere le ciabatte al bagnino, o la suocera agli zingari. (In America hanno fatto un film su un tizio che si chiamava Bill Porter. Uno che vinse il premio di venditore dell’anno. Ecco, era come il mio capo area, Bill Porter. Un venditore di successo. Un tutt’uno con la Vendita. Bill Porter era anche cerebroleso dalla nascita. E questo vorrà pur dire qualcosa.)»

domenica 8 ottobre 2017

Autunno… Il Poeta della domenica.



– Anche quest’anno i funghi sono finiti…  – (Quante decine di volte, sul margine di questa stessa aia, ho aperto il discorso con lui, mentre d’intorno le ragnatele erano come oggi imbrillantate di stille, e la bocca del forno, acceso per seccare gli ultimi fichi dottati, era accecata come oggi dalla caligine?).
– Eh sì, – rispose lui con una frase che ogni anno ritorna come una formula rituale – ènno finiti anche unguanno.

da La casa di campagna, Pietro Calamandrei


Funghi, Giovanni Segantini – 1886


Ottobre

mercoledì 4 ottobre 2017

Hikikomori: i rinchiusi. Soli dentro la stanza e soli fuori.



«Mi chiedo che fine faremo.» Mi capita di essere tormentato da simili pensieri, ma in fin dei conti sono un fallito, uno hikikomori. Finché non toccherò il limite, ho deciso che continuerò a fuggire dalla realtà.
 Tatsuhiro Satō da Welcome to the NHK

Quando il mondo è in una stanza, il resto ovviamente resta fuori. E quando dico “fuori” intendo tutto, è una scelta estrema di isolamento che a farla sono soprattutto giovani e giovanissimi, di sicuro avrete sentito il termine hikikomori, viene usato in Giappone per indicare chi decide di abbandonare la vita sociale per confinarsi nella propria camera e vivere rinchiusi (letteralmente "stare in disparte, isolarsi", dalle parole hiku "tirare" e komoru "ritirarsi").

Avete presente la tartaruga? Difronte al pericolo ritira testa e zampe e si trincera nella corazza, è una reazione istintiva di autodifesa.

domenica 1 ottobre 2017

Kikuo Takano... Il Poeta della domenica.



Qualcuno ha scritto che lei riesce a far sembrare familia­re una realtà così lontana e così diversa dalla nostra co­me quella giapponese. Ma è davvero così distante?
«Quando il mio traduttore Pao­lo Lagazzi ha visitato Tokyo ha detto: “E’ una piccola New York!”. Ahimé, il Giappone è ormai diventato una piccola America nella confusione e nel­la superficialità. La bomba ato­mica non ha distrutto solo Hi­roshima e Nagasaki, ma ha distrutto l’anima del Giappo­ne. Qui l’uomo comincia a di­struggere se stesso, addirittura rischia di sparire».
Kikuo Takano intervistato da Renato Minore


mercoledì 26 luglio 2017

Con il Cammino di Santiago de Compostela, buone vacanze a tutti voi.



Il camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi.
Italo Calvino


Mi è sempre piaciuto camminare, mi consente di sentire il mio corpo, di stare con me e allo stesso tempo di uscire da me. Posso guardarmi attorno e  cogliere le piccole cose che correndo non avrei di sicuro modo di osservare.

La settimana scorsa vi ho raccontato di una corsa “pazza” in auto di 16.000 Km dal Regno Unito alla Siberia, il Mongol Rally, potete leggerlo qui, oggi ho voglia di cammino. E quale cammino se non il Cammino di Santiago de Compostela?

mercoledì 19 luglio 2017

Mongol Rally, 16.000 km per la corsa più pazza del mondo.




Un Rally senza premi, nessun percorso definito, niente Gps, meno autostrade possibili, solo la partenza è certa. 

Le regole sono semplicissime:
Si può usare solo un piccolo veicolo.
Si può contare solo su stessi.
Occorre versare 1000 sterline per beneficenza.

mercoledì 12 luglio 2017

Wize mirror: lo specchio per il chek-up.



“Specchio specchio servo delle mie brame, chi è la più in salute del reame?”, oggi allo specchio della regina Grimilde ci si rivolge così.

Perché “Wize mirror”  è lo specchio che ci dirà lo stato della nostra salute, basta specchiarsi e ci farà un bel chek-up, non make-up, so che a molti piacerebbe uno specchio interattivo che fa il make-up, ma il nostro specchio intelligente e non “fantastico” non usa trucchi e trucchetti è noiosamente scientifico, perché la scienza è noiosa, nevvero?

domenica 9 luglio 2017

Cha No Keburi... Il Poeta della domenica




Nessuno potrà 
vedermi né chiedermi 
qualcosa - In sogno
verrò da te stanotte,
non chiudere la porta al sogno.

Kakinomoto No Hitomaro, 660 - 729 ca.



Cha No Keburi è il blog di Lucia Fontana, uno spazio aperto alla “poesia breve d’ispirazione giapponese, sul quale si possono leggere sia diversi suoi componimenti, sia short poem dei migliori autori italiani e stranieri.” 

"Nel maggio di quest’anno ha dato vita a “IncenseDreams”, di fatto il primo web journal in Italia dedicato alla pubblicazione (in italiano e in inglese) di haiku e senryū provenienti da ogni parte del mondo."  qui chanokeburi.it

mercoledì 3 maggio 2017

Blog amici: giochi, scambio, divertimento.

blog-iniziative-giochi-condivisione-la santa furiosa

Oggi la parola d’ordine è divertimento, ma ha a che fare con la socialità, lo scambio, il confronto, insomma lo stare assieme.

Questo non è un post canonico, vuole essere un momento di condivisione. 

Voglio segnalarvi le iniziative di alcuni amici blogger, degli spazi dove partecipare giocando, perché è proprio nel gioco che ci conosciamo meglio e ritroviamo anche noi stessi, quella parte di noi ingabbiata tra i mille doveri del vivere.
Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione.
Platone

venerdì 28 aprile 2017

Sabato su Radio Antenna Febea con Social Sud





Ultimo avviso ai naviganti domattina dalle 7.30 alle 9.00 su Radio Antenna Febea ultimo incontro della stagione per Si vede che è sabato. Sulle frequenze 100.3 e 100.6 per Reggio Calabria e in streaming per il resto del mondo , potete cliccare direttamente sul linkLive Antenna Febea

giovedì 27 aprile 2017

Follower 56: Un tributo

La santa furiosa-follower-56-tributo-blog



Oggi un post speciale, un post tributo ai miei 56 follower, ai miei “compagni di viaggio” come amo definirli e soprattutto pensarli.

domenica 23 aprile 2017

Di guerre e liberazione... Il Poeta della domenica.

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Ci sono dei giorni in questa nuda campagna che camminando ho un soprassalto: un tronco secco, un nodo d'erba, una schiena di roccia, mi paiono corpi distesi... Io non credo che possa finire. Ora che ho visto cos'è la guerra, cos'è la guerra civile, so che tutti, se un giorno finisse, dovrebbero chiedersi: - E dei caduti che facciamo? Perché sono morti? - Io non saprei cosa rispondere. Non adesso, almeno. Né mi pare che gli altri lo sappiano. Forse lo sanno unicamente i morti, e soltanto per loro la guerra è finita davvero.

Cesare Pavese, La casa in collina



25 aprile-liberazione-poesie libertà-fumetti-gunduz agayev-guerra-pace
Gunduz Agayev, Guerra e pace

domenica 9 aprile 2017

venerdì 7 aprile 2017

Sabato su Radio Antenna Febea con Social Sud

radio antenna febea-social sud-sabato mattina


Avviso ai naviganti domattina sarò in radio, potreste sintonizzarvi, per accorciare le distanze, per ascoltare il suono della mia voce... Alle parole non fateci caso, a volte si rimane senza quando più ti servono, altre volte abbondano quando invece dovrebbero tacere. Così è 😊

Appuntamento domani mattina dalle 7.30 alle 9.00 su Radio Antenna Febea sulle frequenze 100.3 e 100.6 per Reggio Calabria e in streaming per il resto del mondo, potete cliccare direttamente sul link: Live Antenna Febea

mercoledì 5 aprile 2017

Donne da facebook: sull’orlo di una crisi da selfie.

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La chiamano “attention-seeking”, letteralmente “cercando attenzione”, la smania di utilizzare Facebook  per pubblicare foto personali e selfie, le più accanite ovviamente le donne.

Non c’è proprio niente da fare ancora oggi le donne usano il più persuasivo dei biglietti da visita: il fisico. 

domenica 2 aprile 2017

Anna Achmatova... Il Poeta della domenica.

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“Bevo a una casa distrutta, alla mia vita sciagurata, a solitudini vissute in due e bevo anche a te; all'inganno di labbra che tradirono,  al morto gelo dei tuoi occhi,  ad un mondo crudele e rozzo, ad un Dio che non ci ha salvato." 
Anna Achmatova 



Nella notte bianca

Non ho chiuso la porta,
non ho acceso le candele,
non lo sai ma, per quanto fossi stanca,
non riuscivo ad andarmene più a letto.

Guardare, come si smarriscono i sentieri
dentro al bosco, all’imbrunire ormai del giorno,
ebbra del suono di una voce
che è simile alla tua.

E sapere che tutto è già perduto,
che la vita è un tremendo inferno.

Ero certa
che saresti ritornato.

1911
Da Il silenzio dell’amore
Trad. Manuela Giabardo

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